Secondo i dati più recenti diffusi da studi di settore e dall’Osservatorio Valore Sport / Sport e Salute, l’abbandono allo sport da parte degli adolescenti cresce in modo netto nel passaggio dalle medie alle superiori.
Per quanto riguarda i NEET(Not in Education, Employment or Training) il report di Action Aid fa emergere una incidenza particolare nel Lazio, prima regione del Centro con il 25,1%.
L’abbandono scolastico, la condizione di NEET, la difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro e l’abbandono della pratica sportiva sono fenomeni diversi, ma possono concorrere ad accrescere situazioni di isolamento e vulnerabilità sociale.
Per un giovane, perdere la scuola, lo sport o altri luoghi di aggregazione può significare perdere relazioni, punti di riferimento, regole condivise e opportunità di crescita.
Occorre quindi intervenire prima che la fragilità diventi esclusione, creando luoghi capaci di tenere insieme sport, cultura, formazione, orientamento al lavoro, sostegno psicologico e partecipazione.
Per ALIS ogni giovane lasciato solo rappresenta una responsabilità per l’intera comunità.
Per questo chiediamo alle istituzioni di costruire una rete di Spazi Civici per i giovani: luoghi aperti, accessibili e multifunzionali capaci di unire:
SPORT + CULTURA + FORMAZIONE + SOCIALITÀ + SUPPORTO + LAVORO
Un luogo dove entrare. Una comunità a cui appartenere. Un’opportunità da cui ripartire.
Non semplicemente centri sportivi o centri di aggregazione, quindi, ma veri presidi di comunità dove:
PREVENIRE
disagio • isolamento • abbandono
AGGREGARE
sport • cultura • creatività • relazioni
PARTECIPARE
cittadinanza attiva • volontariato • autogestione
CRESCERE
formazione • competenze • orientamento
COSTRUIRE IL FUTURO
lavoro • autonomia • opportunità • comunità
Dare uno spazio ai giovani significa dare spazio al loro futuro.
Non dobbiamo aspettare che il disagio giovanile diventi un’emergenza. Dobbiamo costruire luoghi capaci di prevenirlo.
Per il benessere psicofisico e inclusione sociale è possibile utilizzare sport, cultura e attività espressive come strumenti di benessere. Le attività ed i progetti dovranno vedere i giovani non soltanto come destinatari delle attività, ma protagonisti nella progettazione e gestione degli spazi, sviluppo di esperienze di autogestione e responsabilizzazione.
Lo sport come strumento educativo e sociale, con attività sportive accessibili anche ai ragazzi che non cercano l’agonismo, recuperare immobili pubblici, spazi inutilizzati e aree outdoor per una reale integrazione tra sport, educazione, cultura e socialità.
Formazione, competenze e lavoro con laboratori o corsi di orientamento scolastico e professionale, competenze digitali, green, creative e trasversali, collegamento tra giovani, imprese, università, enti sportivi, Terzo Settore e Pubblica Amministrazione, pianificando Stage, tirocini, mentoring e percorsi professionalizzanti.
Marco Crescenzi
Vice presidente ALIS
