Un giovane che parte non è solo un numero. È un pezzo di futuro che se ne va.
Ogni giorno circa 220 giovani lasciano l’Italia per lavorare all’estero. Il 44,2% è laureato. Il costo stimato per il Paese è di 16 miliardi di euro ogni anno, risorse investite nella formazione di competenze che finiscono per creare valore altrove, secondo Il Sole 24 Ore.
E non bastano gli incentivi a far rientrare chi è partito, chi va via rientra solo se ha proposte di lavoro qualificato, in settori strategici, magari nelle aree più in difficoltà e con il più alto tasso di “fuga” dei giovani.
L’Italia non perde giovani soltanto quando partono per l’estero: rischia di perderli molto prima, quando scuola, formazione, e lavoro non riescono più a offrire loro opportunità e prospettive.
Se non gli diamo una ragione per rimanere, un obiettivo chiaro, preciso ma sopratutto sicuro abbiamo perso.
Quando scuole, università, aziende ed istituzioni cominceranno a convincerli con i fatti?
Voi li chiamate cervelli in fuga, io li chiamo per nome, li ho cresciuti, accompagnati a scuola ed iscritti all’università…
Dietro quei 16 Miliardi ci sono nomi, famiglie, competenze.
Ci sono sogni che abbiamo contribuito a costruire e che ora generano futuro altrove!!!!
#lavoro #giovani #cervelliinfuga

Marco Crescenzi