Nel cuore dello shopping di Roma, molti commercianti hanno scelto di proteggere le vetrine con pannelli di legno. Altri hanno invece preferito non aprire. Secondo quanto riportato da molti giornali in previsione dei possibili disordini legati alle manifestazioni in programma nella Capitale, alcuni negozi nel Centro Storico avrebbe deciso di chiudere o proteggere le proprie vetrine.
E’ vero che il diritto di manifestare non può essere messo in discussione, manifestare pacificamente è un diritto costituzionale. Ma questo diritto non giustifica eventuali atti di violenza, danneggiamenti o saccheggi, ne tantomeno l’impossibilità di lavorare. Dietro una serranda che resta abbassata ci sono famiglie, dipendenti, stipendi, affitti e mutui. Per i piccoli commercianti, che con le loro vetrine nelle strade del centrocontribuiscono a tenere vive le strade della città, e che ogni giorno dalle 10.00 alle 20.00 sono dietro ad un bancone a lavorare, perdere gli incassi del fine settimana, o peggio, dover affrontare eventuali danni di manifestanti senza scrupoli, può diventare un problema economico serio.
Garantire a chi manifesta pacificamente il pieno esercizio dei propri diritti è un dovere. Allo stesso modo, è altrettanto doveroso tutelare chi lavora, assicurandogli di svolgere la propria attività senza subire danneggiamenti né rinunciare agli incassi. La libertà di espressione e la libertà di impresa devono convivere, sempre.
Alle istituzioni e alle autorità competenti spetta il compito di tutelare i diritti di tutti, prevenire le violenze e intervenire – nel pieno rispetto della legge – quando si verificano condotte illecite.
I commercianti lo ribadiscono con forza: «Non ci arrendiamo».
«La libertà di manifestare va tutelata – ha aggiunto Desideri – ma la sicurezza delle persone e delle attività economiche deve essere garantita. Chi commette violenze o danneggiamenti deve risponderne secondo la legge, sulla base delle responsabilità accertate.»
Una città è davvero libera quando i diritti si rispettano, il lavoro si protegge e la violenza non trova alcuna giustificazione.